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Storia Macerata


Le origini della città di Macerata sono da ritenersi medioevali nonostante si sostiene l'ipotesi che sia sorta dopo la distruzione della romana "Helvia Recina" (foto). Infatti la città di Macerata nacque dalla "fusione" di due centri in espansione quali "Terra de Maceriatinis" e "Podium Sancti Juliani" intorno al 1138 d.c.

Nel 1290, circa 150 anni dopo, il territorio comunale si ampliò notevolmente tanto che sorse uno "Studium Legum" premessa fondamentale per la nascita dell'Università. Papa Giovanni XXII, nel 1320 concesse la sede vescovile facendo di Macerata una città, "Città di Macerata".

Il XVI secolo fu per Macerata il secolo dello sviluppo economico ed edilizio le cui tracce si possono identificare in alcuni palazzi del centro storico.

Nel '600 la città subì un decadimento dovuto principalmente alla riduzione della sede Legatizia a quella di Governatorato.

Macerata entrò a far parte del Regno Italico dopo il ristabilimento del governo pontificio fino al 1814 quando Gioacchino Murat se ne impadronì. Nel 1815 G. Murat fu sconfitto nella battaglia della Rancia ma ciò non impedì due anni dopo la nascita del primo moto rivoluzionario del Risorgimento Italiano.

Dopo il ritorno dello Stato Pontificio, Macerata rimase sotto la dominazione del Papato sino a quando non venne annessa al Regno di Sardegna dopo la battaglia di Castelfidardo.



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